Aria di novità

Il 23 e 24 maggio 2012 sono state date storiche per l’Egitto, ci sono state infatti le prime elezioni libere del paese. Dopo la rivoluzione degli anni Cinquanta é stato introdotto un nuovo sistema politico, ma mai uno con libera scelta del presidente. Il potere é sempre rimasto nelle stesse mani. Per questo le elezioni stanno significando tanto per il popolo egiziano e il futuro presidente avrà molte pressioni. La corruzione é una delle tematiche che sta più a cuore agli egiziani, perciò il premier deve essere quantomeno una persona onesta.

Impronta per votare

votazioni

Si respira aria di speranza e rinnovamento in Egitto, si parla di politica nelle strade, nei negozi, nei caffé, nelle case, ovunque! Tutti sperano in un futuro migliore e tutti sono convinti che sarà così. È bello vedere l’ottimismo e la voglia di crescere di un paese che freme per un radicale cambiamento.

Nel nostro paese andare a votare non richiede un grosso sforzo. Ci alziamo con calma una domenica mattina, facciamo colazione al bar e poi passeggiamo fino al seggio… una volta entrati votiamo e nel giro di 5 minuti é tutto finito. Al Cairo, invece, le code per votare sembravano infinite, ma stranamente ordinate. Ognuno aspettava il proprio turno con pazienza, uomini e donne, tutti con la voglia di dare il proprio contributo al candidato prescelto. Per andare a votare hanno affrontato il traffico di questa città, che é già molto intenso in giorni qualunque, ma ancora di più in conseguenza delle elezioni. Molti infatti si sono presi almeno mezza giornata di permesso dal lavoro solo per andare a votare. Nonostante lo sforzo tutti mostrano fieri il dito sporco di inchiosto, la prova che sono stati a votare !

Domani si avranno i risultati definitivi del primo turno di elezioni, ma si sa già che andranno al ballottaggio Ahmed Shafiq, ex primo ministro egiziano, 71 anni, che ha raccolto il consenso dei nostalgici del regime precedente, di laici e cristiani, e Mohammed Mursi, il candidato dei Fratelli Musulmani.
Entrambi promettono cambiamenti rispetto al governo di Mubarak. “Se vinco non si torna indietro » promette Shafiq. Un modo per archiviare il passato da premier ai tempi di Mubarak, che potrebbe penalizzarlo nel ballottaggio. Ma per un futuro diverso invita a lavorare tutti insieme: “Come ho detto, stendo la mano a tutti gli egiziani, accetto tutti i dialoghi con tutti i politici di tutte le forze. Nello stesso tempo, resto schierato accanto al popolo e invito tutti a impegnarsi per il popolo”. “Sarò il presidente di tutti”, dice l’altro candidato dei Fratelli musulmani, puntando a rassicurare l’elettorato moderato. Anche lui promette di “salvare la rivoluzione” e per questo ha indetto una riunione con gli eliminati del primo turno, snobbata però da tre candidati, tra cui Amr Moussa, che sembrava essere tra i favoriti.

Ovviamente sono già aperte le discussioni per presunte irregolarità, ma io preferisco guardare a ciò che di positivo sta risultando da queste elezioni, ovvero un popolo che ha preso coscienza di sé e della sua forza, che ha negli occhi la speranza di un cambiamento.

About Alessandra

Mi chiamo Alessandra, ho 26 anni e sono nata e cresciuta in Italia, dove ho studiato Marketing e comunicazione. Mi sono trasferita al Cairo non per fuggire dalla crisi, ma per l'emozione della scoperta e la cusriosità di provare a vivere in un contesto completamente diverso e dall'atmosfera mediorientale. Amo viaggiare e lasciarmi ispirare dai luoghi, ma prima ancora di partire inizio a viaggiare con la mente, informandomi sul posto che andrò a visitare, organizzando i dettagli, ma lasciando anche qualcosa al caso.