Eccomi rientrata da un’altra avventura con i beduini !Questa volta io e l’international team abbiamo scelto di trascorrere una notte nel deserto bianco, nei pressi dell’Oasi di Bahariya. Come al solito partenza all’alba e via!
Il viaggio è durato circa 4 ore di auto per arrivare nell’Oasi di Bahariya. Da qui abbiamo preso 2 jeep 4×4 per affrontare il deserto, la prima tappa è stata la montagna di cristallo, così chiamata per i cristalli di quarzo che la compongono. Il caldo si fa sentire, ma per fortuna la nostra guida ha portato un frigo pieno di bottiglie d’acqua fresca. Abbiamo quindi proseguito fino ad addentrarci nel vero e propio deserto bianco, un’area protetta della superficie di 300 kmq, costituita da formazioni rocciose di un bianco accecante, uno spettacolo naturale creato dal vento che scava le roccie e gli da la forma di giganti funghi, dandovi la sensazione di stare sulle nuvole. Il tutto diventa ancora più affascinate quando si fa sera, ovvero quando al tramonto il sole trasforma il bianco in rosa e arancio. A quel punto ci siamo dovuti fermare per prepararci ad affrontare la notte.
A cena ovviamente il classico barbeque beduino, composto da zuppa, riso, pollo e frutta, il tutto preparato al momento. Il preludio di una serata di chiacchere e giochi tra amici al ritmo di musica e danze beduine. Di notte la luna si fa così brillante che sembra di stare in un paesaggio artico ed è sufficiente per darci la luce che ci serve, accompagnata solo da un semplice falò. Normalmente la notte nel deserto fa piuttosto freddo, ma in giugno le temperature ci hanno permesso tranquillamente di dormire sotto le stelle.
La mattina seguente ci siamo alzati al sorgere del sole. È difficile dormire con le luci dell’alba, ma che importa, è piacevole svegliarsi in un luogo così apparentemente inospitale per l’uomo, ma allo stesso tempo ricco di fascino. Dopo colazione a base di full, un tipico piatto egiziano a base di fagioli accompagnato normalmente dal pane, (ma anche muffin e marmellata!) siamo ripartiti alla volta del deserto nero, un panorama completamente diverso, ma non per questo meno stupefacente, prodotto dall’erosione delle montagne che rivestono il deserto con uno strato di polvere e rocce nere. Con le ultime energie rimaste abbiamo scalato la Montagna Inglese, il punto più alto del deserto nero, e tutto intorno a noi lo spettacolo creato dalla natura.
Infine abbiamo fatto un’ultima tappa nell’Oasi di Bahariya per un tuffo in piscina…forse non è molto in stile beduino, ma ci voleva!
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