Ramadan in Egitto

Da pochi giorni è iniziato il Ramadan, il mio primo Ramadan in un paese arabo. In Italia l’avevo già sentito nominare ovviamente, ma tutto ciò che sapevo era che i musulmani durante questo periodo digiunano durante il giorno.

Di fatto il Ramadan è il mese sacro del digiuno, la cui data varia in base al calendario islamico che è legato ai cicli lunari. È il nono mese dell’anno e dura trenta giorni. La sua sacralità è fondata sulla tradizione coranica, secondo la quale Maometto in questo mese avrebbe ricevuto una rivelazione dall’Arcangelo Gabriele. Quest’anno è capitato in estate, forse il momento più difficile per affrontarlo. Dall’alba al tramonto chi pratica il digiuno è tenuno a non fumare, mangiare e bere o avere rapporti sessuali.

Moschea in Alessandria
Moschea in Alessandria

«O voi che credete! Vi è prescritto il digiuno, come fu prescritto a coloro che furono prima di voi, nella speranza che voi possiate divenire timorati di Dio»  (sura II, v.183)

Il significato spirituale del Ramadan è stato analizzato da molti teologi. Si attribuisce ad esempio al digiuno la dote di insegnare all’uomo l’autodisciplina, l’appartenenza a una comunità, la pazienza e l’amore per Dio. Inoltre ritengono che sia un modo per purificare il corpo, il che potrebbe anche essere plausibile, non fosse che una volta scattata l’ora del tramonto mangiano come se fosse ogni giorno Natale in Italia. Infatti nel corso del tempo il Ramadan è diventato secondo solo al Natale per il livello di consumismo che ormai ha sviluppato. In Egitto si compra quasi il doppio del cibo rispetto al solito. Inoltre, dato che durante la notte migliaia di persone sono a casa per celebrare l’interruzione giornaliera del digiuno, i canali televisivi trasmettono i loro programmi più importanti: tra il 25 e il 30 per cento dei guadagni legati alla pubblicità arrivano proprio durante il mese del Ramadan .

Che cosa rende diverso questo mese in Egitto?

Oltre ai classici rituali praticati durante questo periodo, certe abitudini sociali dei musulmani egiziani sono diverse dagli altri. Gli egiziani hanno tradizioni che non sono direttamente legate alla relgione. Ufficialmente, le ore lavorative diminuiscono per poter dedicare più tempo alla preghiera. Le persone di solito vanno a letto molto tardi, a volte addirittura all’alba, dopo aver passato molto tempo in moschea. Tutto questo inizia dopo il tramonto, che viene annunciato attraverso tutte le moschee dall’usulae “azan” o chiamata alla preghiera. Dopo la preghiera si rompe finalmente il digiuno e la città prende vita.

Il Ramadan è il mese più gioioso di tutto l’anno e tutti lo aspettano con ansia, anche i bambini hanno la loro parte di divertimento. Il “Fanoos” o lanterna, è un must per ognuno di loro. Tutte le moschee e le strade sono piene di luci colorate in stile festival, e nel passato, i bambini erano abituati a giocare per le strade con le loro lanterne, cantando “wahawy ya wahawy”. Questa tradizione è ancora praticata, anche se raramente oggi per le strade, tranne che nei quartieri poveri e nelle campagne.

La maggior parte delle persone passa almeno il primo giorno con la famiglia, riunendosi a casa dei nonni. Anche lo sport trova il suo spazio. La maggior parte dei club organizza tornei, soprattutto di calcio. Moltissime persone di tutte le età, anche gli anziani giocano contro i loro coetanei. Non è inusulae trovare giocatori professionisti in queste squadre amatoriali. Lo scopo non è vincere, ma condividere il momento. Lo spettacolo va avanti fino a tarda notte, e a volte si resta svegli fino alle preghiere dell’alba.

Non è considerato educato mangiare o bere in pubblico, tuttavia non è illegale. Pertanto non è assolutamente vero che non si può visitare l’Egitto in questo periodo, i tuor si fanno lo stesso e nessuno viene forzato a digiunare. Anzi visitare l’Egitto durante il Ramadan può avere i suoi vantaggi. Ho passato il mio primo week end di Ramadam ad Alessandria e le spiaggie erano insolitamente tranquille, pochi turisti e ci siamo potuti godere una tranquilla passeggiata lungo la costa mediterranea. L’unico svantaggio è che non molti ristoranti erano aperti, ma alla fine ce la siamo cavata. Ad ogni modo il problema si pone solo per il pranzo perchè dopo il tramonto le città riprendono vita e molti negozi e ristoranti restano aperti fino a tarda notte.

About Alessandra

Mi chiamo Alessandra, ho 26 anni e sono nata e cresciuta in Italia, dove ho studiato Marketing e comunicazione. Mi sono trasferita al Cairo non per fuggire dalla crisi, ma per l'emozione della scoperta e la cusriosità di provare a vivere in un contesto completamente diverso e dall'atmosfera mediorientale. Amo viaggiare e lasciarmi ispirare dai luoghi, ma prima ancora di partire inizio a viaggiare con la mente, informandomi sul posto che andrò a visitare, organizzando i dettagli, ma lasciando anche qualcosa al caso.